Dietro il lustro del lusso, la bruttezza

Vista del “mondo” – assolutamente da vedere

Fondato nel 1921 a Firenze da un piccolo cappellaio toscano, Gucci si è rapidamente sviluppato sotto il marchio di pelletteria di alta gamma e negli anni ’50 è diventato un marchio di moda globale, prima di cadere nel 1999 nelle mani dell’industriale francese François Pinault. . Ridley Scott, che si interessa a questo progetto da quindici anni, si è interessato a questa epopea italiana in un momento specifico della sua storia: quando la famiglia fondatrice si uccide lentamente, letteralmente e figurativamente, per forza, e dove l’aereo è coperto – il mondo è improvvisamente colpito dalla tragedia di Shakespeare e dalla farsa spaventosa.

Adattamento di un libro di Sarah Gay Forden (The House of Gucci: un’emozionante storia di omicidio, follia, glamour e avidità, 2001), Scott combina vent’anni di decadenza in una storia di due ore e mezza. Nei primi anni settanta, Ho due persone anziane Il fondatore, Aldo e Rodolfo, condividono un impero. Paolo, il figlio del primo, è incompetente e disprezzato dal padre, che si considera un genio del design. Maurizio, il secondogenito, studente di giurisprudenza, sembra essere il migliore a preservare il futuro della famiglia Brand. Contro la volontà del manipolatore del padre, nel 1973 sposò la figlia adottiva dell’imprenditrice Patrizia Reggiani.

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Quando suo padre morì nel 1983, Maurizio, che era stato nella cintura di Patrizia, partì per conquistare il potere contro lo zio Aldo, che non ne aveva sentito parlare in quel modo. Le cose peggiorano da qui. Nipote contro zio, figlio contro padre, cugino contro cugino. Denuncia al fisco, pugnalate alle spalle e tradimenti di ogni genere mandano Aldo a un anno di carcere e Maurizio al temporaneo esilio d’oro in Svizzera. Quest’ultimo torna ad offrire un misericordioso colpo di mano allo zio e al cugino alleandosi con un fondo di investimento con sede in Bahrein, che presto espellerà anche lui, con la complicità di uno dei più “fedeli” collaboratori della famiglia, per via della sua privacy. La gestione dell’azienda è costosa.

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Così Maurizio ha rivenduto le sue quote della società nel 1993, facendo infuriare la moglie dalla quale era separato dal 1985, preferendo la sua giovinezza, e dalla quale ha divorziato nel 1991. La sua sorte è sicuramente decisa, e il 27 marzo 1995 cade sotto l’influenza di quattro Proiettili davanti al balcone dei suoi uffici di Milano, sparato da un killer ingaggiato dalla sua ex moglie grazie ai buoni uffici di un’amica fedele, la chiaroveggente Giusepina Oriima. . Alla fine di queste esilaranti avventure, non un solo Gucci è responsabile di Gucci.

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